Dei delitti e delle pene. Terza edizione rivista, corretta, e notabilmente accresciuta dall’autore colle Risposte dello stesso alle note e osservazioni pubblicate in Venezia contro quest’opera. Si aggiunge il giudizio di un celebre professore. [Legato con:] Riforma della legislazione criminale toscana del dì 30 novembre 1786.

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Dei delitti e delle pene. Terza edizione rivista, corretta, e notabilmente accresciuta dall’autore colle Risposte dello stesso alle note e osservazioni pubblicate in Venezia contro quest’opera. Si aggiunge il giudizio di un celebre professore. [Legato con:] Riforma della legislazione criminale toscana del dì 30 novembre 1786.

Lingua: Italiano

Diritto penale, abolizione della pena di morte, diritto crimi...

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Descrizione

In Lausanna [i.e. Livorno] / In Siena, [tipografia Coltellini] / per Francesco Rossi stamp. del pubblico, 1765 / [1786], due titoli legati in un volume, in-8 piccolo, legatura coeva in piena pergamena, titolo manoscritto al dorso, tagli screziati. Beccaria: pp. [2], 141, [3], 135-229, [3], l’ultima carta bianca. Con antiporta incisa in rame, vignetta calcografica (bilancia in equilibrio su spada spezzata) sul frontespizio, e fregio xilografico al recto di carta A2, con i simboli delle arti. L’irregolarità della paginazione fu causata dalla volontà del tipografo di reintegrare, rispetto ad una prima composizione a stampa, le numerose pagine omesse nel Giudizio del De Soria. Terza edizione assoluta di questa “pietra miliare” del pensiero giuridico e prima in assoluto a recare l’antiporta allegorica incisa in rame immaginata dal Beccaria. Edizione pubblicata dalla tipografia Coltellini: cfr. L. Firpo, Le edizioni del “Dei delitti e delle pene”, p. 544-547, n. 4 in Edizione nazionale delle opere di Cesare Beccaria, v. 1, Milano 1984. Var. C: vignetta calcografica sul front. (bilancia in equilibrio su spada spezzata) e fregio a p. 3. Atti del Convegno Internazionale su Cesare Beccaria, Torino, 4-6 ottobre 1964, pp. 399-403. Riforma della legislazione criminale toscana: pp. 80. Con stemma xilografico di Pietro Leopoldo granduca di Toscana sul frontespizio. Il 30 novembre del 1786 il Gran Ducato di Toscana sotto Pietro Leopoldo promulgò il nuovo codice criminale; per la prima volta nella storia degli stati moderni, con questo documento, furono abolite la pena di morte e la tortura. Timbretto di possesso privato sul frontespizio dell’opera del Beccaria. Volume che riunisce il testo teorico fondativo dell’abolizione della pena capitale e la sua prima applicazione pratica nella storia. Ottime condizioni di conservazione.

BECCARIA Cesare – Abolizione della pena di morte, Codice Criminale di Pietro Leopoldo.